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  • 22 Giugno 2012 alle 12:18

  • Un orto... sul tetto!

  • di cosmogreen

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    Scritto dalla nostra green blogger Annalisa Varesi

    foto di Elenathewise - Fotolia.com

     

    Si chiama “rooftop farming” ed è la moda green del momento.
    Parlo dell’agricoltura sui tetti dei palazzi, non solo un ottimo modo per avere verdure fresche e a km zero, ma una soluzione smart alla crescente richiesta di spazi verdi nelle sempre più caotiche città che può anche migliorare l’efficienza energetica e l’isolamento acustico degli edifici.


    State pensando che il tetto di casa, così ben illuminato e ventilato, sarebbe perfetto per avviare la vostra personale autoproduzione?
    Cominciare è facile e divertente.


    Il primo passo è verificare la fattibilità del progetto a livello strutturale, per poter adeguare le caratteristiche del substrato di terreno che ospiterà le colture alle potenzialità dello stesso tetto. Ricordatevi di proteggere la superficie con un telo antiradice per evitare danni sul lungo periodo.


    E’ poi il momento di creare il substrato vero e proprio. Argilla e ghiaietto sul fondo sono un’ottima soluzione. Se avete qualche conoscente con orti o terreni, fatevi regalare un po’ di terra, molto spesso migliore di quella comprata in sacchi (e non dimenticatevi di farvi dare magari anche qualche bel lombrico che la renderà ancora più fertile). Al terriccio universale da giardinaggio aggiungete anche un po’ di sabbia per facilitare il drenaggio. La sabbia, meglio se a grana grossa, deve essere circa il 10% del totale. Tenete conto che per un orto sano e rigoglioso sono sufficienti circa 20 cm di substrato.


    A questo punto non vi resta che scegliere le piantine. Non caricatevi di troppe aspettative (almeno inizialmente) e cominciate con colture semplici e dalla crescita rapida come la lattuga (dopo 40 giorni avrete già un rigoglioso raccolto), o la borragine. E poi prezzemolo, basilico e rucola. Se lo spazio lo consente con un po’ più di esperienza si può osare di più: melanzane, peperoncini, fagiolini, e perfino piccole piante da frutto (come un limone), da ritirare sulle scale nella stagione invernale.
    Di qui in poi, le cure da prestare agli ortaggi coltivati nel proprio orto pensile sono le stesse necessarie in un orto tradizionale.


    Un consiglio davvero “green”? Se le vostre coltivazioni dovessero essere attaccate dai parassiti niente chimica e pesticidi: combatteteli con metodi naturali ed efficacissimi come l’inserimento di insetti antagonisti, o la coltivazione di piante sgradite.
    Perchè, ricordate, la natura ci offre già tutto quello che ci serve.


    Buon divertimento!

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